Recessione anche per l’Australia, è la prima in quasi trent’anni

Per la prima volta in quasi trent’anni (per la precisione dal 1991), l’Australia finisce in recessione. La conferma arriva dalle cifre pubblicate dall’Australian Bureau of Statistics (Abs), che evidenziano un calo del PIL del 7% nel secondo trimestre, il calo dello 0,3% nei tre mesi precedenti. Quella appena registrata è peraltro la maggiore flessione trimestrale dal lontano 1959. Il calo del PIL è stato più marcato del 6% stimato dagli analisti.

La caduta del Pil e la recessione

E’ inutile sottolineare che la caduta del Prodotto Interno Lordo e la conseguente entrata in recessione, sia dovuta alla pandemia globale e alle relative politiche di contenimento. La caduta del PIL risente del crollo dei consumi (-12,1%) e del crollo del mercato immobiliare residenziale (-7,34%). Il secondo trimestre ha visto una significativa contrazione della spesa delle famiglie per i servizi, poiché le famiglie hanno modificato il loro comportamento e sono state messe in atto restrizioni per contenere la diffusione del coronavirus. Nel frattempo le prestazioni di assistenza sociale sono salite al record del 41,6%.

Banca centrale e governo stanno lavorando in parallelo per sostenere l’economia, ultimi esempi l’estensione dei prestiti agevolati alle banche annunciata ieri dalla Reserve bank of Australia e gli aiuti lanciati dal governo per il mercato del lavoro.

Nota operativa: chi ama gli investimenti sul mercato valutario, dovrebbe imparare alcuni concetti basilari come lo swing trading cos’è.

Dollaro australiano stabile

Nel frattempo il dollaro australiano si è indebolito dopo la conferma dell’entrata in recessione, anche se le perdite sono state limitate perché al tempo stesso il dollaro USD non è che stia brillando. Per questo motivo i segnali di trading gratuiti Forex continuano ad essere neutri/positivi nei confronti dell’Aussie. La valuta ha peraltro avuto una reazione moderata all’annuncio di politica monetaria di ieri dalla banca centrale australiana, che ha confermato i tassi di interesse al minimo storico e ribadito il suo approccio accomodante. Ma la RBA ha deciso di espandere il suo Term Funding Facility.

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