Mercato dell’alluminio ancora in crisi, pesa il crollo della domanda

Si prospetta un forte surplus di produzione, per il mercato dell’alluminio. Quest’anno gli analisti prevedono che possa raggiungere 1,5 milioni di tonnellate. Ciò inevitabilmente esercita una pressione al ribasso sulle quotazioni, che continuano a scivolare verso il basso.

Squilibrio nel mercato dell’alluminio

mercato dell'alluminioGli investitori sono preoccupati che questo crollo della domanda, innescato dalle misure di lockdown per contenere il covid-19, causerà un lungo periodo di surplus. Questo metallo, particolarmente utilizzato negli imballaggi e nei trasporti, è crollato del 20% circa da metà gennaio. In pratica da quando la pandemia di coronavirus ha bloccato l’industria globale, con inevitabili ripercussioni sul mercato dell’alluminio.

Mentre altri metalli industriali stanno riprendendosi dopo l’allentamento delle misure di blocco, l’alluminio scende ancora. Quello di riferimento sul London Metal Exchange (LME) è sceso dello 0,5% a $ 1,475, avvicinandosi a un minimo di quattro anni di $ 1,455 toccato l’8 aprile. Ha inoltre disegnato una candela doji trading.

Maggio mese cruciale

Questo mese di maggio sarà fondamentale per il mercato dell’alluminio, perché si vedranno gli effetti della ripresa sul mercato cinese. Ricordiamo che la Cina è il maggiore produttore e consumatore di alluminio, e ha iniziato a venire fuori dal blocco prima di altri paesi. Tuttavia i prezzi devono ancora “incorporare” appieno il danno commerciale. Ciò suggerisce che potrebbe esserci ancora un altro calo, prima della ripresa. Questo in special modo è ciò che prevedono gli speculatori, tramite gli indicatori lagging. La loro posizione corta netta in alluminio LME è stata infatti pari al 48% dei contratti aperti venerdì.

Sullo sfondo c’è poi la nuova tensione tra USA e Cina. L’amministrazione americana ha accusato Pechino di aver taciuto la pericolosità e contagiosità del virus, che è stato prodotto in un laboratorio di Wuhan. La Cina respinge le accuse, e in questo clima di tensione non si esclude una recrudescenza della guerra dei dazi.

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