Mercato azionario, il timore della seconda ondata si fa sentire ancora

Da quanto l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ha ufficialmente dichiarato la pandemia, sono trascorsi 100 giorni. In questo lasso di tempo abbiamo visto di tutto sui mercati azionari. C’è stata la peggiore fuga e la maggiore riprsa alla quale si è probabilmente mai assistito. E soprattutto, sono andate a farsi benedire le “regole” che ritenevamo governassero le azioni degli investitori.

Distonia tra situazione reale e mercato azionario

A seguito della forte svendita a marzo sui mercati azionari, sia le banche centrali (FED in primis) che i governi si sono attivati per soccorrere le economie. Quasi tutte affronteranno un tracollo del PIL. Eppure le valutazioni sono vicine ai massimi storici, in particolare negli Stati Uniti. Come è possibile? La ragione di fondo è che gli investitori ritengono che questa crisi, sia pure forte e pesante, sarà superata grazie alle politiche monetarie e fiscali.

Il timore dei una seconda ondata

Eppure, qualcosa in questo meccanismo mentale scricchiola, mettendo in allarme gli analisti delle trading online piattaforme migliori. Il timore di una seconda ondata nel coronavirus si sta riaffacciando di prepotenza. Diversi stati degli Stati Uniti hanno riportato un’impennata nei contagi. A Pechino sono tornate le restrizioni dopo che sono stati segnalati più di 100 casi, collegati a un mercato alimentare all’ingrosso. Questo spegne un po’ di entusiasmi sui mercati azionari, adesso più incerti sul fatto che l’economia globale si risolleverà rapidamente durante il terzo trimestre.

Convinzioni che scricchiolano

I mercati azionari hanno iniziato a riflettere su questo rischio la scorsa settimana, quando l’SP 500 è precipitato del 4,8%. Anche gli analisti dei broker opzioni binarie non Esma ora sono meno sicuri che ci sarà un rally. Poi ha rapidamente recuperato in parte dopo che la Fed ha annunciato altri interventi di sostegno all’economia. Non c’è dubbo che Covid-19 e Fed stanno influenzando una mentalità “da mandria” che c’è sui mercati azionari. Non ci sono più calcoli razionali di rischio e ricompensa: il primo segno di difficoltà vede gli investitori fuggire in paradisi sicuri, e quando la Fed scende in campo, si torva a comprare. Questo tipo di ambiente manterrà la volatilità accentuata nel breve termine.

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