Raccontaci la tua storia…

Ciao, sono Denial. Finora sono stato l’autore e la voce di alcune band italiane, ho avuto l’opportunità di salire su molti palchi, tra cui Arezzo Wave di quell’anno a Firenze, poi al Mei Fest a Faenza e al di là dei concerti anche varie esperienze in studio recording a Bologna, a Firenze, a Roma e in Molise.

Una panoramica sulla tua recente uscita?

Sono contento di aver prodotto un EP di quattro tracce, tutte in italiano, su base elettronica che hanno influenze anni 80, ma calate in un contesto moderno. “Arpdown Il Sogno” apre il disco, annunciando un nuovo giorno “una nuova alba”. In tutte le tracce c’è il tema del cambiamento, del perdersi e della paura di ritrovarsi, di essere confusi dal mondo di oggi, e di avere il coraggio di guardare da altri punti di vista.

Le tue fonti di ispirazione?

Le mie fonti di ispirazione sono sicuramente gli IAMX, French79, Trentemøller, Nine Inch Nails, Massive Attack, i Cure, i Bauhaus, i Cranes, i Portishead, The Smiths, i Depeche Mode, Radiohead, Björk, Eurythmics, New Order, Police e tanti altri…

Ti rivedremo ancora in studio prossimamente?

Non vedo l’ora di tornare in studio quest’inverno per nuovi brani, nuove idee!

Interprete o autore: quale la figura che più ti rappresenta?

Nelle band in cui sono stato la voce, ho sempre portato idee, bozze, giri di basso, riff di chitarra. Sono sempre stato autore, nei testi poi ho sempre adottato una tecnica inversa: la forma sceglie il suo contenuto.

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