Domenica 27 dicembre 2020 resterà nella storia italiana ed europea come il giorno che ha dato il via alla campagna vaccinale contro Covid-19.

Il vaccino messo a punto seguendo tutte le fasi della sperimentazione clinica e autorizzato dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA), e’ quello della Pfizer Biontech.

Come Funziona? Quanto dura il suo effetto? Chi potrà fare il vaccino? Quando?

Cercheremo di dare una risposta (ove possibile) a tutte queste domanda, senza interpretazioni ma attenendoci a quanto indicato nel documento del Ministero della salute: Vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19 PIANO STRATEGICO (citato nelle fonti).

Cominciamo col precisare che per raggiungere la soglia dichiarata di efficacia del 95%, il vaccino necessita di due iniezioni: prima iniezione e richiamo. Il richiamo avverrà alcune settimane dopo la prima iniezione (non prima di tre settimane).

La campagna di vaccinazione durerà almeno un anno e sarà necessario raggiungere il 70% di copertura della popolazione (soglia minima individuata per raggiungere l’immunità di gregge).

Attualmente non si hanno dati certi sulla durata della protezione ma, basandosi sui dati relativi ad altri tipi di coronavirus, l’efficacia dovrebbe essere di almeno 9 mesi.

Arriviamo al “Piano Strategico Vaccinale Nazionale

Come indicato nel documento del ministero:
Al fine di sfruttare l’effetto protettivo diretto dei vaccini, sono state identificate le seguenti categorie da vaccinare in via prioritaria nelle fasi iniziali:

  • Operatori sanitari e sociosanitari: Gli operatori sanitari e sociosanitari “in prima linea”, sia pubblici che privati accreditati, hanno un rischio più elevato di essere esposti all’infezione da COVID-19 e di trasmetterla a pazienti suscettibili e vulnerabili in contesti sanitari e sociali. Inoltre, è riconosciuto che la vaccinazione degli operatori sanitari e sociosanitari in prima linea aiuterà a mantenere la resilienza del servizio sanitario. La priorità di vaccinazione di questa categoria è supportata anche dal principio di reciprocità, indicato dal framework di valori SAGE e rappresenta quindi una priorità assoluta.
  • Residenti e personale dei presidi residenziali per anziani. Un’elevata percentuale di residenze sanitarie assistenziali (RSA) è stata gravemente colpita dal COVID-19. I residenti di tali strutture sono ad alto rischio di malattia grave a causa dell’età avanzata, la presenza di molteplici comorbidità, e la necessità di assistenza per alimentarsi e per le altre attività quotidiane. Pertanto, sia la popolazione istituzionalizzata che il personale dei presidi residenziali per anziani devono essere considerati ad elevata priorità per la vaccinazione.
  • Persone di età avanzata. Un programma vaccinale basato sull’età è generalmente più facile da attuare e consente di ottenere una maggiore copertura vaccinale. È anche evidente che un programma basato sull’età aumenti la copertura anche nelle persone con fattori di rischio clinici, visto che la prevalenza di comorbidità aumenta con l’età. Pertanto, fintanto che un vaccino disponibile sia sicuro e efficace nelle persone di età avanzata, considerata l’elevata probabilità di sviluppare una malattia grave e il conseguente ricorso a ricoveri in terapia intensiva o sub-intensiva, questo gruppo di popolazione dovrebbe rappresentare una priorità assoluta per la vaccinazione. Le priorità potrebbero cambiare sostanzialmente se i primi vaccini disponibili non fossero considerati efficaci per gli anziani.

Naturalmente, con l’aumento delle dosi di vaccino si inizierà a sottoporre a vaccinazione le altre categorie di popolazioni, fra le quali quelle appartenenti ai servizi essenziali, come evidenziato nella fig. 1, quali anzitutto gli insegnanti ed il personale scolastico, le forze dell’ordine, il personale delle carceri e dei luoghi di comunità, etc.
Nel corso dell’epidemia si potrà attuare una strategia di tipo adattativo, qualora venissero identificate particolari categorie a rischio o gruppi di popolazione in grado di sostenere la trasmissione dell’infezione nella comunità, o nel caso in cui si sviluppassero focolai epidemici rilevanti in specifiche aree del Paese, destinando eventuali scorte di vaccino a strategie vaccinali di tipo “reattivo” (reactive vaccination).

Figura 1 – Volumi di potenziali dosi disponibili e % di copertura della popolazione.
Le fasi indicate (T) dipendono dai tempi delle autorizzazioni delle agenzie regolatorie.

E tu caro lettore che pazientemente sei arrivato fino alla fine di questo articolo, pensi che farai il vaccino per Covid-19? Partecipa al nostro sondaggio e dicci cosa ne pensi nei commenti. Ogni opinione per noi è importante.


Farai il vaccino Covid-19?

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Fonti:

Vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19 – Piano strategico, ministero della Salute

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