Fra le grandi donne dell’era moderna troviamo sicuramente Amelia Earhart. La sua passione per il volo e le sue imprese resteranno per sempre nella storia. Una vita spesa a superare se stessa, tutto e tutti, fino al triste epilogo ancora oggi circondato dal mistero.

Era il 24 luglio 1897. Nella città di Atchinson (Kansas – USA) nasceva Amelia Earhart.
Fin dall’adolescenza emerge il carattere avventueriero ed indipendente di Amelia. Nel 1915 all’età di 18 anni, frequenta un corso da infermiera che la porterà a prestare servizio in un ospedale canadese durante la prima guerra mondiale.

LA SCINTILLA DEL VOLO
Solo all’età di 23 anni Amelia scopre la passione per il volo. Durante un raduno aeronautico presso il Daugherty Airfield a Long Beach in California, paga un dollaro per un giro turistico sopra Los Angeles a bordo di un biplano.
La scintilla è scoccata, il mondo dell’aviazione non sarà mai più lo stesso.

La Earhart comincia a prendere lezioni di volo e con grande naturalezza emergono le sue doti di pilota.
Solo un anno dopo, con l’aiuto della madre, acquista il suo primo biplano con il quale poco tempo dopo realizzerà la prima delle sue imprese: salire ad una altitudine di 14000 piedi.

ATTRAVERSATA DELL’OCEANO ATLANTICO
7 giugno 1928. Amelia Earhart è la prima donna ad attraversare in volo l’oceano Atlantico. L’impresa avviene a bordo di un Fokker F.VII chiamato Friendship. Con lei volano il pilota Stultz e il co-pilota e meccanico Gordon.
Il Fokker atterrerà in Galles e l’attraversata dura 21 ore.

RECORD MONDIALE DI ALTITUDINE
8 aprile 1931. Ai comandi di un autogiro Pitcairn PCA-2, la Earhart stabilisce il record mondiale di altitudine portando il velivolo a una altezza di 18415 piedi.

ATTRAVERSATA DELL’OCEANO ATLANTICO IN SOLITARIA
21 maggio 1931. Pilotando un Lockheed Vega, Lady Lindy (come veniva soprannominata) sorvola l’oceano Atlantico partendo da Terranova a Londonderry nell’Irlanda del Nord. Il volo dura in totale 14 ore e 56 minuti. L’impresa era riuscita in precedenza solo a Charles Lindbergh.

ATTRAVERSATA IN VOLO DEGLI STATI UNITI
24 agosto 1932. E’ la prima donna ad attraversare in volo gli Stati Uniti senza scalo, partendo da Los Angeles e arrivando a Newark (New Jersey). In oltre sarà la prima aviatrice ad attraversare il Pacifico, da Oakland a Honolulu, nelle Hawaii.

L’IMPRESA PIÙ GRANDE: IL GIRO DEL MONDO ED IL DESTINO CHE L’ATTENDE
Nel 1936 la Lockheed Aircraft Corporation costruisce un monoplano bimotore Lockheed L-10 Electra, le specifiche tecniche vengono dettate direttamente dalla Earhart. Con questo aereo, Lady Lindy tenterà l’impresa più grande: il giro del mondo su linea equatoriale.
Dopo vari tentativi fallimentari, l’impresa parte nel 1937. A volare con Amelia è Fred Noonan, uomo di grande esperienza sia nella navigazione marina (aveva la licenza di capitano di nave), sia in quella aerea.
Il 2 luglio 1937 l’Electra si prepara al decollo da Lae. I due avevano già percorso 35000 Km dei 46000 totali. Questo sarà l’ultimo decollo di Lady Lindy e del suo aereo.
La loro destinazione era l’Howland, una striscia piatta di terra lunga 2 km, larga 500 m, alta 3 m e distante 4.113 km. Amelia insieme al suo co-pilota Fred Noonan non arrivarono mai. Le cause del fallimento sono tutt’oggi controverse. La più probabile è che a causa di una serie di incomprensioni o errori, i due abbiano smarrito la rotta e, considerato il meteo avverso, siano ammarati nell’oceano Pacifico per poi morire annegati.
L’ultimo messaggio ricevuto via radio dai piloti fu il seguente:
We must be on you, but cannot see you—but gas is running low. Have been unable to reach you by radio. We are flying at 1,000 feet
Tradotto: “Dovremmo essere sopra di voi, ma non riusciamo a vedervi — ma il carburante si sta esaurendo. Non siamo riusciti a raggiungervi via radio. Stiamo volando a 1 000 piedi [ndt: 300 m circa

LE OPERAZIONI DI SOCCORSO
Poco dopo aver ricevuto l’ultimo messaggio da parte della pilota, partirono le operazoni di soccorso.
Basandosi sull’ultima posizione conosciuta, furono impiegati 66 aerei e nove barche per passare al setaccio 250000 miglia quadrate di oceano. Le operazioni si conclusero senza risultati.
Il 5 gennaio 1939 Amelia Earhart fu dichiarata legalmente morta.

IPOTESI SULLA MORTE DI AMELIA EARHART
Il TIGHAR (The Interntional Group for Historic Aircraft Recovery, ovvero il gruppo internazionale di recupero aerei storici), sostiene una tesi nella quale la Earhart e Noonan si diressero a sud e fecero un atterraggio d’emergenza a Nikumaroro (isole Gardner). Qui i due sopravvissero come naufraghi fino a che morirono senza essere stati ritrovati.
Sempre secondo il TIGHAR, l’aereo atterrò sulla scogliera e fu poi trascinato dalla marea nell’oceano.
A supporto di questa ipotesi ci sono degli studi condotti e pubblicati dall’Università del Tennessee. Secondo questi studi alcuni frammenti di ossa ritrovati sull’isola Nikumaroro apparterrebbero proprio ad Amelia Earhart. In oltre sarebbero stati ritrovati nella zona anche una custodia dell’’epoca, i resti di una scarpa riconducibile a Earhart, i bottoni, la cerniera di una giacca da aviatore e persino dei pannelli in alluminio di un aereo. Recentemente una spedizione finanziata dal TIGHAR e National Geographic Society, si è recata sul posto con quattro cani addestrati al ritrovamento. La ricerca non ha portato risultati.

RICONOSCIMENTI
La Civil Air Patrol prevede fra i riconoscimenti da assegnare ai suoi migliori cadetti l‘Amelia Earhart Award.

Fonti:

Wikipedia

Storica National Geographic

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.