Banca Mps, la Consob fa slittare il ritorno in Borsa

Niente da fare. Il ritorno in Borsa di Monte Paschi al momento non ci sarà. L'appuntamento pareva ormai fissato per il prossimo 23 ottobre, ma la Consob non ha ancora sciolto le sue riserve. Riserve che peraltro erano già state manifestate in settimana attraverso una richiesta di supplemento al prospetto. Al momento l'organo di vigilanza si è limitato a comunicare che la "valutazione è ancora in corso". Questo comunque non dovrebbe impedire il ritorno dell'istituto senesa a Piazza Affari verso la metà della prossima settimana, dopo la pubblicazione della trimestrale in agenda il 27 ottobre. Per cui gli investitori che erano già pronti ad attuare intraday scalping Heikin Ashi dovranno ancora pazientare. Chiaramente il quadro potrebbe cambiare nel caso in cui il Cda dovesse rinviare l'approvazione dei conti.

La situazione di MPS banca

banca mpsMps è assente dai listini dallo scorso 22 dicembre 2016. All'epoca la Consob fu costretta a intervenire una volta preso atto dell'impossibilità di raccogliere sul mercato 5 miliardi di euro, cosa che costrinse il Tesoro a intervenire direttamente per salvare l'istituto più antico d'Italia.

Proprio la complessità dell'intervento messo in atto dal Tesoro, sarebbe alla base del ritardo. Infatti per il ritorno sul listino si attendeva non solo la pubblicazione del prospetto di quotazione, ma anche il documento sull'offerta di scambio (ristoro) destinata ai risparmiatori che detenevano bond subordinati UT2. Questo scambio prevede che siano assegnate obbligazioni senior in cambio delle azioni frutto del burden sharing sui subordinati.

Poco male. Per i trader ci sarà ancora qualche giorno di tempo per esaminare la classifica dei migliori siti di trading e decidere così con quale broker affrontare la sfida del mercato azionario.

Va anche aggiunto che quando riprenderanno gli scambi su Mps, questo avverrà in un clima non proprio positivo. Siamo in un momento poco felice per il comparto bancario di Piazza Affari. Durante ottobre infatti ci sono state turbolenze legate al preannunciato giro di vite annunciato dalla Bce sulle coperture dei crediti deteriorati. Non solo: Bridgewater, ovvero unao dei maggiori hedge fund del mondo, s'è appreso che ha puntato 1,1 miliardi di dollari sul ribasso di alcune blue chip del listino milanese, quasi tutte banche (770 milioni).

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