Ogni volta che mi reco al seggio per votare rimango perplesso nell'impugnare la matita e fare la mia X. Mi tornano alla mente i ricordi delle scuole elementari, dove usavo la matita e, quando sbagliavo (molto spesso a dire il vero), prendevo la gommina, cancellavo e ricominciavo.
 
Ho deciso così di indagare su queste matite per votare ed ho scoperto quanto segue:
le matite usate per votare sono “copiative”, cioè fatte da un impasto di colorante solubile in acqua (blu di metilene o violetto di metile), misto a talco e a un collante (gomma adragante) che conferisce resistenza. Sono particolarmente adatte per votare perché il loro tratto non è cancellabile. Quindi non è possibile compiere brogli alterando le schede già votate. Inoltre, essendo le matite uguali per tutti, non è possibile identificare l’elettore dal tratto che compare sulla scheda, garantendo anche così la segretezza del voto.
In effetti oggi si potrebbero usare anche altri mezzi di scrittura, come le penne biro con inchiostro indelebile, ma queste si sono diffuse solo a partire dagli anni Sessanta, mentre la tradizione della matita è più antica, e rimane la preferita dal ministero degli Interni.
 
Quindi tutto ok! Speriamo…
 
W P
 
 

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.