La riunione del cartello dei paesi produttori di petrolio (OPEC+) si è chiusa con una sorpresa per il mercato. Infatti i grandi player hanno annunciato un aumento dei livelli produttivi maggiori di quelli previsti.
La mossa OPEC+ sul mercato del petrolio
L’alleanza tra i grandi produttori chiave (guidati da Arabia Saudita e Russia) ha deciso che dal prossimo mese l’offerta sul mercato sarà di 548.000 barili in più. Gli esperti si aspettavano un aumento più contenuto, dopo i 411.000 che sono stati aggiunti già nei mesi di maggio, giugno e luglio. Secondo i grandi produttori questa mossa si giustifica con un “outlook globale stabile e i fondamentali di mercato del petrolio che sono sani“.
Annotazione: anche il prezzo del petrolio può essere negoziato sugli opzioni binarie broker No ESMA.
Un cambio di passo strategico
La decisione dei paesi produttori segna una nuova svolta sul mercato del petrolio. Da aprile l’OPEC+ ha abbandonato la propria strategia fatta di tagli per sostenere i prezzi, decidendo invece di operare in modo più aggressivo sul mercato.
Con questa decisione i grandi produttori mirano a sfruttare l’incremento di domanda che solitamente c’è nel periodo estivo (in particolar modo nell’emisfero nord), guadagnando così quelle quote di mercato che erano state perse a beneficio degli shale drillers americani.
La scelta di alzare i livelli di produzione risponde però anche alla volontà dei grandi produttori di punire alcuni paesi che negli ultimi tempi hanno deciso di fare per conto proprio, sforando le quote produttive (primo fra tutti il Kazakistan).
La reazione del mercato
Un maggiore afflusso di barili di petrolio sul mercato ha avuto l’effetto immediato di comprimere le quotazioni del petrolio. Il Brent si era avvicinato alla soglia di 68 dollari, mentre il WTI era sotto quota 67. Tuttavia, in seguito lo scenario è cambiato, con un rialzo importante che ha finito per riavvicinare le quotazioni dei due benchmark (68,9 contro 67,4). Il prezzo ah quindi oscillato su livelli di supporto resistenza trading.
Va detto che gli analisti ritengono che nella seconda parte dell’anno potrebbe concretizzarsi un surplus forte di offerta che finirebbe per deprimere ulteriormente le quotazioni nel caso in cui l’OPEC+ non cambiasse rotta. La prossima riunione del cartello è in calendario all’inizio di agosto.

