Sky-Premium, proseguono tentativi di accordo ma pesa questione Champions

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Sky e Mediaset Premium, i due colossi della televisione in pay per view, sembrano essere prossime a giungere ad un accordo che andrebbe a modificare completamente la situazione televisiva con particolari conseguenze sulle trasmissioni delle più importanti competizioni calcistiche.

Ricorderanno bene gli appassionati di calcio come i diritti della Champions League siano passati dall’una all’altra piattaforma televisiva, con non pochi grattacapi dei clienti che si sono visti costretti a sottoscrivere un abbonamento anche alla piattaforma rivale per poter seguire la coppa dei campioni oppure ancora ricorrere a siti come www.disdette360.it per effettuare recesso dal broadcast che non offre la visione della Coppa.

I movimenti in campo televisivo si erano già manifestati con l’accordo tra Vivendi per l’acquisto di una quota di Mediaset del valore di un miliardo di euro.

Accordo poi sfumato con Vivendi che compie un grosso dietrofront sulla trattativa, adducendo come motivazione una situazione conti in casa Mediaset ben diversa da quanto previsto.

Tale blocco dell’accordo attende tutt’ora una risoluzione in tribunale, con Mediaset intenta a richiedere il risarcimento danni alla società francese.

Il blocco dell’accordo però ha prodotto anche altri effetti tra cui un drastico calo del valore delle azioni Mediaset: la stessa Vivendi si è poi diretta all’acquisto di tali azioni con tale aggressività da non passare inosservata al pubblico ministero di Milano che ha dato il via a indagini sulla questione.

Come già accennato in precedenza, il grosso dell’offerta pay tv in europa è costituito dalle trasmissioni delle competizioni calcistiche: i diritti sulle partite di Champions League sono uno dei punti rilevanti da discutere nell’accordo tra Sky e Mediaset.

Concentrandoci su quello che potrebbe essere l’interesse del pubblico italiano, è cosa certa che a partire dal 2018 saranno ben quattro le squadre italiane ad accedere direttamente ai gironi, e questo fattore impreziosisce il valore mediatico dei diritti sulla Champions. D’altro canto però il grosso delle partite è costituito dalle competizioni di campionato che sono inoltre distribuite su un intervallo temporale più ampio.

Alla luce di quanto detto, non è facile prevedere come si comporteranno le due società e quali fattori avranno il maggior peso sulla bilancia. La cosa che ci si può sicuramente attendere però è un grosso volume di investimento per aggiudicarsi i diritti delle competizioni, che da sempre sono stati pagati a carissimo prezzo. Altro scenario che è lecito aspettarsi è quello di una prima cessione dei diritti sulla Champions League, seguita in anni successivi da una feroce lotta a suon di offerte per i diritti sul campionato di Serie A.

Infine, il quadro della situazione è completato da diverse altre contendenti “minori” ma da non sottovalutare affatto come ad esempio Discovery o la stessa RAI che potrebbe mostrare interesse per la Champions, mollando la presa sul fronte Coppa Italia, andando a complicare ancora di più lo scenario per i prossimi anni.

 

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