Lavoro, dati NFP poco brillanti. Il dollaro scende nel mercato valutario

Non hanno entusiasmato i dati sul lavoro in arrivo dagli USA. La crescita dell’occupazione ha rallentato fortemente a settembre, ma in molti se lo aspettavano come riflesso del passaggio dell’uragano Florence (che ha colpito la Carolina del Sud e del Nord a metà settembre). Al tempo stesso, si festeggia l'arrivo del tasso di disoccupazione al 3,7%, al minimo di 49 anni.

I dati sul lavoro

fed-federal-reserveI posti di lavoro sono cresciuti di 134.000 unità lo scorso mese, il dato peggiore registrato in un anno. Sono state deluse anche le aspettative degli analisti, che erano per un incremento per 185.000 unità a settembre, con una disoccupazione al 3,8%. Il dato chiave sul mercato del lavoro Usa in settembre ha quindi deluso le aspettative del mercato, proprio per questo dopo una prima oscillazione il dollaro è andato in calo. Se prendiamo il grafico su una qualunque migliore piattaforma trading gratis, possiamo vedere che dopo il report sul lavoro l’euro è balzato ai massimi di seduta di 1,1538 dollari, dopo aver toccato un minimo a 1,1484.

La paga media oraria è cresciuta dello 0,3%, stabile rispetto al mese precedente. L’incremento annuo dei salari è del 2,8%, in leggero calo dal 2,9% di agosto. La dinamica salariale stabile è ritenuta importante, dal momento che scongiura qualche rischio riguardo al surriscaldamento dell’economia. Di conseguenza viene spianata la strada alla Fed per un progressivo innalzamento dei tassi d’interesse.

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Si vengono così a raffreddare le aspettative sulla tabella di marcia delle strette monetarie da parte della Federal Reserve. Proprio le forti attese circa nuovi rialzi dei tassi Usa a dicembre e nel prossimo anno, avevano innescato un bel rally del biglietto verde.

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