Gli “Irish Travellers”: i nomadi irlandesi


Gli “Irish Travellers” o “Lucht Siúil” (in lingua irlandese significa letteralmente “the walking people”) o ancora come si definiscono nella loro lingua: “Minceir” o “Pavee” , sono una minoranza etnica originaria dell’Irlanda, diffusasi anche in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, che vive ai margini della società ormai da secoli. Ovviamente questo li ha portati a sviluppare una propria cultura: si sposano molto presto, preferiscono non essere stanzianti, alcuni di loro svolgono lavori manuali molto peculiari e nonostante la maggioranza di loro si definisca cattolico, hanno differenti pratiche rituali per i loro defunti,  oltre al fatto di parlare una propria lingua.

Lo Shelta è la loro lingua che è parlata nelle due forme dialettali: il Gammon (o Gamin) e il Cant. Le prime testimonianze di questa lingua sono del XVIII secolo. Lo Shelta è influenzato dal Celtico, da cui molte delle sue parole derivano, ma ha anche influenze della lingua inglese (nella variante Cant), da cui deriva la sua sintassi. In epoche recenti è stata redatta una forma scritta di questa lingua, basata sull'alfabeto latino.

Vivono in famiglie patriarcali molto grandi, preferiscono vivere nei caravan e tendono ad avere un nomadismo non raggruppato ma sparpagliato anche se occasionalmente abitano in case in muratura e comunque sempre mantenendo una mentalità nomade anche quando sono stanziati; la casa viene considerata come un luogo di sosta del loro tragitto, sia che la sosta duri 20 giorni o 20 anni!
Si stima che siano 21.000 i Travellers attualmente residenti nella Repubblica d’Irlanda (lo 0,5% della popolazione), dove la metà di loro non ha accesso a strutture igieniche, elettricità, raccolta rifiuti e acqua.

In passato i Pavee immancabilmente si spostavano ma la politica governativa a partire dal 1960 in poi ha persuaso molti di loro a stabilirsi in abitazioni fisse, una politica che è sempre più in discussione perché ha minato il loro stile di vita e i valori tipici.


In qualsiasi caso, per i Travellers è quasi impossibile integrarsi nella società in cui vivono, a causa delle discriminazioni e del loro stile di vita molto diverso. Per un Pavee, integrarsi, significherebbe separarsi dal suo ambiente, rinunciare alla sua lingua e alla sua cultura. Per questo i loro bambini crescono al di fuori del sistema educativo tradizionale, anche se più recentemente sono state fatti molti sforzi per il loro inserimento scolastico.

Tradizionalmente, per mantenersi, svolgevano le più svariate attività: erano fabbri, venditori ambulanti, commercianti di cavalli e di merci usate di ogni genere e inoltre fornivano servizi dove e quando c'erano lacune nel mercato. Ma recentemente, essendo stati persuasi a vivere in case e quindi con una conseguente perdita della mobilità necessaria per continuare a gestire i loro commerci, molti Travellers oggigiorno vivono di assistenza statale.
Alcuni di loro sono allevatori di cani di razza come i levrieri o i lurcher e hanno una lunga reputazione nell’allevamento dei cavalli. Ogni anno organizzano importanti fiere equine in molte città, tra le quali: Ballinasloe (presso Galway), Puck (Kerry), Ballabuidhe (Cork), la fiera mensile di Smithfield a Dublino e quella di Appleby in Inghilterra.
Spesso si occupano del riciclo di rifiuti in metallo (per esempio il 60% del materiale grezzo usato per produrre l’acciaio in Irlanda arriva da materiali di recupero).
Comunque sia, il reddito e la situazione finanziare dei Travellers varia da famiglia a famiglia e molti di loro preferiscono non rivelare la loro situazione economica. L’unico modo per capirlo è quello di considerare il valore degli oggetti o mezzi che possiedono: caravan, autoveicoli, utensili domestici o altro.


Le origine storiche dei Travellers irlandesi come gruppo etnico distinto è ancora oggi soggetto di discussione accademica e popolare. Tale discussione ha incontrato sempre difficoltà perché i Pavee non hanno lasciato tracce scritte del loro passato. Nel 2011 un analisi del DNA prelevato da 40 Travellers e sottoposto ad esame all’Università di Edimburgo e al Real College di Surgeons in Dublino, ha evidenziato che i Pavee sono una distinta minoranza etnica che si è divisa dalla comunità irlandese stanziata da almeno 800-1000 anni (come ad esempio sono gli islandesi nei confronti dei norvegesi).  Sebbene tutte le famigli rivendicano origine antiche, non tutte le famiglie risalgono allo stesso periodo; alcune famiglie infatti adottarono abitudini itineranti centinaia di anni fa, mentre altre solo più recentemente.
Diverse teorie ipotizzano che discendano dagli antenati che rimasero senza casa dopo la campagna militare inglese guidata da Oliver Cromwell  nel 1649 o dopo la carestia del 1840 o ancora che siano discendenti del nomadismo aristocratico del Clan Murtagh O’Connors nel tardo medioevo.

I Pavee oggi sono riconosciuti dalla legge inglese come un gruppo etnico. Un gruppo etnico è definito come un insieme di persone che si riconoscono in una comune genealogia, che si distinguono dalle altre popolazioni per cultura, lingua, religione, comportamenti o tratti somatici. L'Irlanda invece li riconosce solo come gruppo sociale.

Ancora oggi sono una minoranza etnica molto discriminata, spesso il loro accesso non è consentito in molti locali e può persino capitare di vedere all’ingresso dei negozi un cartello con la scritta “No Travellers”. 

In Irlanda e in Inghilterra i Pavee sono chiamati con i nomi dispregiativi di zingari, diddycoy, tinker (cioè stagnai: una leggenda dice che discendano dall’unico artigiano che aveva accettato di fondere i chiodi per costruire la croce di Cristo, e per questo condannato a vagare senza trovare stabile dimora) o knacker , cioè macellai di cavalli.


I Pavee sono spesso accusati di furti, truffe, violenze ed altri fatti criminali anche se gli avvocati dei Pavee, congiuntamente alla Commissione per l'equità razziale nel Regno Unito, ribattono che non esistono prove che la loro presenza aumenti i tassi di criminalità locale.
Un motivo di grande attrito in Gran Bretagna è la questione dei campi. Per garantire i diritti di questi nomadi fu approvata nel 1968 una legge che ne proteggeva la cultura e lo stile di vita. Nel 1994 la legge fu rivista, cancellando il dovere da parte delle autorità locali di organizzare campi e permettendo la chiusura di quelli esistenti.
Negli ultimi anni, a causa della mancanza di sostegno, i Pavee hanno comprato terre e costruito case senza averne i permessi, per poi difenderle sostenendo che demolirle sarebbe stato un abuso contro i diritti umani. La questione fu al centro della campagna elettorale del 2005. I Pavee sostengono inoltre che le zone attrezzate a cui hanno accesso sono insufficienti, quindi di fatto costretti a fondare campi in zone non autorizzate.


Una considerazione particolare va fatta sulla salute dei Travellers, che è significativamente mediocre rispetto a quella della popolazione media irlandese.
Nel 2007, il Dipartimento della Repubblica d’Irlanda per la Salute e l’Infanzia, in collaborazione con il Dipartimento di Salute, dei Servizi Sociali e della Pubblica Sicurezza dell’Irlanda del Nord, aveva commissionato l’Università di Dublino di condurre uno studio più approfondito riguardo al benessere sociale dei Travellers. Lo studio includeva anche un censimento dettagliato della loro popolazione oltre che del loro stato di salute.

Da questo rapporto, veniva evidenziato che la metà della popolazione Pavee non superava i 39 anni. Un altro rapporto governativo del 1987 rilevava: “dalla nascita alla vecchiaia, hanno un alto tasso di mortalità, particolarmente per incidenti, per problemi metabolici e congeniti, ma anche per altre cause maggiori. Soprattutto le donne hanno una mortalità molto maggiore rispetto a quella della popolazione stanziata”.

In media, le probabilità di morte per incidenti stradali all’interno della comunità dei Travellers, è quasi dieci volte maggiore e rappresenta il 22% delle principali cause di morte tra gli uomini. Inoltre il 10% dei bambini muore prima di aver compiuto il secondo anno di età, rispetto all’1% del resto della popolazione. In Irlanda il 2,6% delle morti, sul totale della popolazione riguarda persone al di sotto dei 25 anni, contro il 32% dei Travellers. In aggiunta, l’80% dei Travellers muore prima di aver compiuto il 65 anno di età.

Il tasso di natalità dei Pavee è diminuito a partire dagli anni ‘90 ma comunque rimane a tuttora uno dei più alti d’Europa, infatti se viene comparato con quello della popolazione irlandese, è più del doppio.


Tra i Pavee è molto diffusa la pratica sportiva della Bare-knuckle boxing (letteralmente "boxe a nocche nude"). E’ un particolare stile di combattimento da cui deriva la boxe tradizionale. Gli incontri vengono disputati senza l'ausilio dei guantoni, vengono spesso utilizzate però fasciature su mani e polsi. questa disciplina non differisce molto dalla lotta da strada (streetfight),se non per poche regole. per esempio la Boxe a mani nude non prevede la possibilità di colpire un avversario al tappeto. Un Travellers molto famoso in questo sport è Bartley Gorman conosciuto anche comeKing of the Gypsies”, rimasto imbattuto fino al termine della sua carriera.  

Fonti:
http://www.qub.ac.uk/imperial/ireland/travellers.htm
http://irishtraveller.org.uk/pavee/coming.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Irish_Travellers
http://it.wikipedia.org/wiki/Pavee
http://cnnphotos.blogs.cnn.com/2012/10/24/irelands-biggest-minority-group/
http://celticladysramblings.blogspot.it/2010/08/irish-travellers.html

Foto:
http://www.kennethohalloran.com/#/PROJECTS/Fair%20Trade/1
http://www.tumblr.com/tagged/irish-travellers
http://harryhilliar.blogspot.it/2009/11/irish-travellers.html
http://nottingham.indymedia.org/events/2494
http://www.thetimes.co.uk/tto/news/uk/article3149960.ece
http://www.businessinsider.com/dale-farm-eviction-pictures-2011-09?op=1
http://www.thisisannouncements.co.uk/5858771/gallery/5878453

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