Debito Turchia, arriva il declassamento di Moody’s

Arriva un'altra mazzata per la Turchia e la sua valuta. Nella giornata di giovedì Moody's ha tagliato la valutazione sul debito del paese da Ba2 a Ba1, ovvero due gradini al di sotto del rating investment-grade. Alla base di questa decisione c'è il rischio crescente di "uno shock economico esterno" dovuto ai livelli di debito e deficit del paese. Secondo quanto si apprende dall'agenzia di rating, il governo appare troppo focalizzato su misure di breve periodo, e questo pone in serio pericolo le riforme economiche e politiche di cui il paese avrebbe bisogno.

Gli effetti del declassamento del rating sul debito

lira turchiaDopo questa decisione, i mercati hanno subito reagito penalizzando la lira che è precipitata nel Forex. Basta osservare i dati di una qualsasi piattaforma forex migliore italiana per vedere l'andamento della Lira contro la altre valute. Inoltre la fuga dai bond governativi ha portato i tassi a 10 anni a volare al record di quest'anno: 12,32%. Una misura simile non si vedeva dallo scorso mese di dicembre.

I nodi economici irrisolti per la Turchia, come si poteva immaginare da tempo, alla fine hanno presentato un conto salato… come il suo debito. Le prospettive adesso non sono molto positive per la valuta turca, che con ogni probabilità andrà deprezzandosi ulteriormente verso l'euro. Secondo le stime degli analisti, è probabile che la moneta di EuroLandia guadagnerà più del dollaro rispetto alla valuta turca, tenuto conto dell'attuale sentiment decisamente bearish che caratterizza ancora la divisa americana.

Se prendiamo la lista broker forex regolamentati Consob e vediamo i suggerimenti che gli account manager ci danno, difficilmente qualcuno suggerirà di andare lungo sulla valuta della Turchia. Si potrebbe investire in opzioni call per trarre profitto dal potenziale ulteriore indebolimento della valuta turca nel cambio con l'Euro. Fare così potrebbe essere il modo migliore per approfittare del crollo della moneta euro-orientale, garantendosi un margine di guadagno dinanzi all'annunciato peggioramento dell'economia di Ankara.

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