Brexit, ancora nessun accordo tra UE e Londra. La sterlina arretra

Continua ad essere difficile il percorso della Gran Bretagna verso la Brexit. I negoziati con Bruxelles infatti continuano ad essere molto complicati, perché non si riesce a trovare un punto di intesa sulle condizioni alle quali dovrà avvenire il divorzio. Oggi è stato scritto un ulteriore capitolo della faccenda, giacché il negoziatore Ue Michel Barnier ha dimostrato molto pessimismo su come procedono le cose. Nel corso di un dibattito al Parlamento europeo in seduta plenaria, Barnier ha spiegato: "Non c’ è accordo sui punti fondamentali della trattativa, ne' ci sono stati progressi sufficienti per passare alla seconda fase dei negoziati”.

I fronti aperti della Brexit

brexitLe questioni che creano ancora forti divergenze tra Londra e Bruxelles sono ormia note: la Ue non arretra sul conto che il Regno Unito dovrà pagare, non c'è ancora intesa sulla regolazione per le frontiere irlandesi, non c'è ancora un accordo riguardo i diritti dei cittadini Ue residenti nel Regno Unito e sul riconoscimento del ruolo della Corte europea di giustizia. La strada quindi è ancora lunga e in salita. Si riprenderà a parlarne prossima settimana, visto che il 19 e 20 ottobre si riuniranno a Bruxelles i capi di Stato e di governo della Ue. L'Europarlamento chiederà ai Ventisette di rinviare la valutazione per verificare se sono stati effettuati progressi sufficienti.

Nel frattempo sui mercati valutari la sterlina sta riperdendo quota nei confronti dell'euro. Siamo tornati in area 0,89 come abbiamo visto sul miglior conto trading online forex. Dal punto di vista tecnico la tendenza rialzista non sembra essere in pericolo, e se rimarremo al di sopra del livello attuale è possibile un ulteriore slancio verso 0,90£.

Sulla nostra forex piattaforma demo trading online abbiamo visto un rafforzamento del biglietto verde, anche se molto del futuro della coppia dipenderà dalle mosse delle rispettive banche centrali. La FED quasi sicuramente alzerà i tassi durante il mese di dicembre, ma la Bank of England potrebbe fare questa stessa mossa anche prima.

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